Chi organizza eventi lo sa:
ci sono momenti in cui smetti di guardare una festa con gli occhi degli ospiti e inizi a viverla con quelli di chi la costruisce: i dettagli, i tempi, l’atmosfera, le emozioni da generare. Per anni ho immaginato, costruito e vissuto le emozioni degli altri.
Ho visto occhi brillare entrando in una sala allestita, ho ascoltato risate, raccolto abbracci, accompagnato momenti che per tante persone sono diventati ricordi preziosi. Ho organizzato feste, eventi, compleanni, cercando sempre di regalare qualcosa che andasse oltre la bellezza: emozioni vere.
E così, quando si sono avvicinati i miei 40 anni, la mia idea iniziale non era quella di fare una festa.
Volevo partire. Fare un viaggio bellissimo. Regalarmi tempo, posti nuovi, momenti da vivere.
Poi però sono arrivate le persone.
Quelle che con semplicità mi hanno detto una cosa che non avevo considerato:
“Tu che hai regalato feste ed emozioni a così tante persone… questa volta devi lasciarti festeggiare.”
Ed è stato lì che ho cambiato prospettiva.
Se avessi festeggiato, però, non sarebbe stato un party qualunque.
Facendo questo lavoro da tanto tempo, sentivo il bisogno di qualcosa di diverso. Non un evento scandito al minuto, non una serata costruita per stupire. Volevo una festa che mi assomigliasse.
Ho scelto la semplicità.
Ho scelto tempi leggeri, non programmati.
Ho scelto di mettere insieme non quello che le persone si aspettano di trovare in una festa… ma quello che piace a me.
Volevo il profumo della pizza fatta al momento.
Volevo qualcuno che preparasse cose buone da condividere.
Volevo un barman che preparasse tanti cocktail ed il mio preferito: il mojito.
E volevo tanto, tantissimo gelato.
Niente di complicato e costruito. Tutto pensato per stare bene.
Il mio desiderio era uno solo: regalare una serata spensierata.
E guardandomi intorno ho capito che era successo davvero.
Ma ogni festa ha bisogno di un’anima.
E la nostra aveva un nome: La Dolce Vita.

Un tema pensato e curato con amore da Giuliana, che come sempre ha saputo trasformare un’idea in atmosfera. perchè essere una Event Designer è proprio questo. Un desiderio, un’idea e un sogno che riesce a prendere forma grazie alle sua fantasia, creatività e competenza.
La Dolce Vita non è stata una scelta estetica è stata una dichiarazione di intenti.
Vivere lentamente. Godere della compagnia. Cantare. Ridere. Ballare. Restare seduti a tavola più del previsto. Sentire che la bellezza non sta nell’eccesso ma nei momenti.
Ogni tavolo raccontava un pezzo di questa storia.
Da Il cielo in una stanza di Mina a Che cosa c’è di Gino Paoli, passando per quelle melodie che hanno attraversato il tempo e che ancora oggi sanno raccontare emozioni con una delicatezza rara.

Ogni tavolo portava il nome di una canzone e accanto ad essa avevo lasciato un pensiero dedicato ai miei ospiti.
Perché volevo che ognuno si sentisse parte di qualcosa. Non spettatore di una festa, ma pagina di un ricordo.
Ho visto genitori sereni godersi la serata mentre i bambini ridevano e giocavano grazie a Samuel ed il suo staff di AnimaMente, che con la loro cura si occupano da sempre dei più piccoli.
Ho visto amici divertirsi senza guardare l’orologio. Ridere, ballare, cantare, ritrovarsi come se il tempo non fosse mai passato. Perché gli amici sono questo: persone che scelgono di esserci, che rendono una festa speciale semplicemente con la loro presenza. E vedere i loro sorrisi è stato il regalo più bello che potessi ricevere.
Ho visto persone felici, me compresa!

Grazie a Luciano, che con la sua musica ha fatto divertire tutti e ha regalato leggerezza, sorrisi e momenti che porteremo nel cuore.
E dietro ogni dettaglio, dietro ogni attenzione e dietro quella sensazione di essere semplicemente felice, c’era l’amore di chi mi è stato accanto.
Dietro le quinte, con amore silenzioso e presenza concreta, Giuliana e mio nipote Paolo hanno reso possibile ogni dettaglio.
Viviana che di professione è uan bravissma Social Media Manager, invece, ha fatto una cosa preziosa: ha fermato il tempo, immortalando ogni istante attraverso i suoi clip.
E poi la mia famiglia:
Mio marito.
I miei figli.
La mia mamma ed il mio papà.
I miei fratelli, le mie cognate, i miei cognati ed i miei nipoti.
Le mie radici.
Ad ognuno di loro: Grazie!
E grazie ai miei fornitori, che da tempo non sono più solo persone con cui collaboro, ma amici speciali che hanno contribuito a rendere tutto ancora più bello.
Infine parte importante e fondamentale la location: Cascina Aretè

Non è stata solo il luogo che ha ospitato la serata: è stata parte del racconto.
Ci sono posti che fanno da sfondo e altri che entrano dentro le emozioni, questo luogo è uno di quelli.
La luce, gli spazi, il modo in cui il tempo sembrava rallentare, la natura che accompagnava ogni conversazione, l’atmosfera elegante ma mai distante: tutto contribuiva a creare quella sensazione rara di essere nel posto giusto, con le persone giuste.
Il mood era quello che avevo immaginato, ma la location lo ha reso perfetto.

E alla fine ho capito una cosa.
Non ho rinunciato al viaggio.
Ho semplicemente scoperto che, certe volte, il posto più bello dove andare… è dentro l’amore delle persone che hai costruito attorno a te.
Io ricordo una sensazione: la felicità.
Quella che puoi toccare con mano negli abbracci sinceri, negli sguardi pieni d’affetto, nelle persone che ami e che hanno scelto di festeggiare con te.
Perché questa volta non ho organizzato una festa, questa volta a festeggiare ero io: la party planner!
Ancora oggi rivivo ogni istante e con il cuore colmo di mille emozioni e gli occhi lucidi porto con me il ricordo di uno dei giorni più belli della mia vita.
A voi che mi seguite grazie per il vostro immenso affetto.
Con gratitudine, a presto!
Serena